Creative Europe MEDIA è il programma con cui l’Unione Europea sostiene lo sviluppo di videogiochi e contenuti interattivi realizzati da studi europei. È un finanziamento importante, ma è anche una candidatura impegnativa, con una logica sua — che non sempre coincide con quella di chi il gioco lo fa.
Importantissimo è ricordare che il bando finanzia lo sviluppo di un prototipo/demo, non il gioco completo. Il termine “sviluppo”, nell’ottica del bando, è limitata proprio al raggiungimento di questo obiettivo, mentre parla di “produzione” quando si considera il gioco complessivo.
Ho valutato progetti presentati a questo bando in più edizioni. Quello che segue non è una guida alla compilazione — per quella c’è la documentazione ufficiale, che va sempre letta nella versione dell’edizione in corso — ma il punto di vista di chi le domande le legge e le giudica. Sono principi generali, non riferimenti a progetti o valutazioni specifiche.
Il bando cambia, e questo è il primo consiglio
Prima di ogni altra cosa: questo bando non è fermo. Si evolve di edizione in edizione, anche sulla base delle segnalazioni di chi partecipa e di chi valuta. È nato molto vicino alla logica dei bandi per le opere cinematografiche, e sta progressivamente assumendo una dimensione propria — e continuerà a cambiare.
Questo ha una conseguenza pratica: ogni consiglio va calato sull’edizione corrente. I principi di fondo restano; i dettagli — requisiti, forme di partecipazione, pesi dei criteri — vanno verificati ogni volta sul documento ufficiale del bando. Diffidate di chi vi spiega “come funziona il bando” al singolare: funziona come funziona quest’anno.
La regola che spiega tutte le altre
Se dovessi riassumere in una frase cosa distingue una domanda forte da una debole, direi questo: un bando europeo non finanzia il miglior gioco, finanzia il miglior progetto europeo. Sono due cose diverse, e confonderle è l’errore che sta a monte di quasi tutti gli altri.
Uno studio ragiona, giustamente, da creativo: il gioco, il gameplay, la visione. Ma il valutatore ha davanti una griglia in cui il gioco è solo una parte. Tutto ciò che uno sviluppatore tende a considerare “contorno” — l’impatto, la distribuzione, la dimensione europea, la coerenza gestionale — per il bando è sostanza. I consigli che seguono discendono tutti da qui.
Le cose che “pesano poco” e decidono la partita
Un bando europeo porta con sé i vincoli delle direttive dell’Unione: in particolare quelle su inclusività e impatto ambientale. Presi singolarmente, questi criteri non valgono un punteggio altissimo. Ed è proprio per questo che vengono sottovalutati.
L’errore di prospettiva è pensare “valgono poco, ci metto due righe”. Ma le candidature sono sempre di più, e quando il campo è affollato anche uno scarto minimo di punteggio diventa decisivo. Un criterio che vale pochi punti in assoluto può essere esattamente la differenza tra chi entra in graduatoria e chi resta fuori. Non trascurate nulla di ciò che il bando valuta, nemmeno ciò che sembra minore.
Ciò che gli sviluppatori trascurano di più
Disseminazione e marketing. È comprensibile: non è il lavoro di uno sviluppatore, e si vede — molte candidature sono povere proprio qui. Ma il bando chiede di dimostrare come il progetto raggiungerà il suo pubblico, e questa parte va sviluppata e dettagliata, non liquidata. Vale la pena cercare formule anche innovative, non limitarsi al minimo sindacale. È una sezione dove ci si distingue con relativa facilità, proprio perché in molti la trascurano.
Il contenuto culturale. Il bando dà rilievo alla riconoscibilità del contenuto culturale dell’opera. Per uno studio abituato a lavorare su giochi dalla forte valenza narrativa è naturale; per chi viene da altri generi può essere in salita. Se non è nelle vostre corde, è un aspetto su cui lavorare consapevolmente, non da dare per scontato.
L’innovazione, un concetto scivoloso
All’innovatività del progetto è dato grande rilievo. Ma “innovazione” nei videogiochi è un concetto sdrucciolevole: la vera innovazione di gameplay è rara, e non si può inventare a comando.
Il punto non è fingere un’innovazione che non c’è — un valutatore la distingue. Il punto è riconoscere e raccontare quella che avete davvero. Spesso non sta nel gameplay, ma altrove: nell’uso consapevole delle specificità dell’ultima versione di un engine, in una scelta estetica peculiare, in una combinazione originale di elementi. Quelli sono gli aspetti da mettere a fuoco e valorizzare, se l’innovazione di meccanica non è la vostra cifra. Non gonfiare: nominare con precisione ciò che effettivamente vi distingue.
Ciò che fa salire il punteggio
La dimensione europea. Una delle finalità del programma è costruire coesione produttiva all’interno dell’Unione. Aprire il progetto ad altri soggetti europei — nelle forme che il bando dell’edizione corrente prevede — lavora in direzione di questa finalità, ed è coerente con ciò che il bando premia. Un buon progetto che, in più, coinvolge diversi soggetti in paesi diversi dell’Unione, ha inevitabilmente un valore aggiuntivo.
La coerenza tra piano di produzione e budget. Questo è forse il consiglio più concreto. Non sottovalutate l’impostazione del piano di produzione, e soprattutto la sua coerenza con il budget. L’impostazione che bisogna seguire nel redigere il budget è data dal form del bando, il che potrebbe comportare un po’ di grattacapi nell’adeguare i vostri documenti a formati che sono abbastanza peculiari, ma la cosa non è evitabile. Un piano dettagliato, organico e coerente con i numeri comunica solidità; uno approssimativo o in contraddizione col budget segnala fragilità. Quanto più i due documenti sono curati e parlano la stessa lingua, tanto più il progetto risulta credibile — e il punteggio ne risente in positivo.
In sintesi
Se tenete a mente una cosa sola, tenete questa: state scrivendo la candidatura di un progetto europeo, non la scheda del vostro gioco. Il gioco è il cuore, ma il bando valuta l’intero progetto — come raggiunge il pubblico, che impatto ha, quanto è solido nella gestione, quanto è europeo nel respiro. Le parti che vi sembrano burocrazia sono, per chi valuta, sostanza.
E verificate sempre l’edizione in corso: i principi restano, i dettagli cambiano.
Se stai preparando una candidatura e vuoi uno sguardo esterno da chi conosce il bando da entrambi i lati, ne possiamo parlare.
